Dal testo “Conoscere Villa Cardillo” di Giulia Sommariva (Giulia Sommariva, Conoscere Villa Cardillo, in Giulia Ingarao (a cura di), Centro d’arte Piana dei Colli, catalogo, Villa Alliata Cardillo s.r.l., Palermo, 2009)
“La pianura costiera ai piedi del monte Pellegrino sulla quale si adagia Palermo col suo ampio ed esteso golfo, quattro secoli fa era chiamata “Piana dei Colli”. Un paesaggio circoscritto da una chiostra di colli armoniosi, scenario di quelle auliche residenze nobiliari che, sull’onda emotiva del film “Il Gattopardo”, girato proprio in una di queste ville, ancora evoca le suggestioni della vita familiare e mondana dell’aristocrazia palermitana in queste belle residenze di campagna.
Ma le ville suburbane nelle quali la nobiltà era solita trascorrere le più miti stagioni dell’anno, non erano nate solo per esaltare la rappresentatività d’immagine dei proprietari, ebbero invece una funzione e uno scopo ben diversi, connotandosi, per almeno un secolo, come opera di colonizzazione fondiaria e trasformazione del territorio; il significato di “villeggiatura”, nel senso che oggi diamo a questa parola, sopravvenne nel XIX secolo quando la “ villeggiatura produttiva” aveva già ceduto alla facile attrattiva degli ozi campestri […]”